“Arbitro distrutto”: VAR nel mirino

Le decisioni arbitrali fin troppo spesso finiscono nel mirino della critica, nonostante l’ausilio del VAR. Proprio la stessa tecnologia non ha messo d’accordo tutti: la critica di Mauro 

VAR ©Getty Images

Le polemiche arbitrali accompagnano da sempre i fine settimana di Serie A ed anche l’introduzione del VAR non ha affatto contribuito a ridurre il numero di critiche nei confronti delle direzioni di gara. La tecnologia ha modificato il modo di arbitrare le partite ed anche le polemiche hanno cambiato direzione. Le critiche però non mancano e l’ex juventino Massimo Mauro non ha usato mezzi termini al ‘Corriere dello Sport’: “È giusto utilizzare la tecnologia in quelle situazioni in cui si può tirare una riga e stabilire con certezza se è dentro o fuori: gol/non gol, oppure i fuorigioco. Mi sono piegato persino al ridicolo di un fuorigioco per meno di un centimetro. Ma la partita deve gestirla l’arbitro. Quel che accade in campo, sul terreno di gioco, deve essere giudicato dall’arbitro che è lì e vive le stesse sensazioni di chi è in campo, ha la stessa adrenalina, le stesse pulsioni. L’interpretazione dell’arbitro va tutelata, non indebolita. Così come la sua centralità. Non può giudicare chi è in una sala davanti ai monitor, in un ambiente completamente diverso, asettico”.

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Mauro ha quindi continuato sul ruolo dell’arbitro: “Il tema non è essere pro o contro la tecnologia. Sarebbe assurdo. Il tema è il ruolo dell’arbitro nel gioco del calcio. Con il Var lo hanno distrutto. Gli hanno tolto la serenità di scendere in campo. Lo hanno espropriato della propria funzione in nome di una oggettività che non esiste. Perché il Var, per quel che riguarda le situazioni di campo, non è oggettivo, non può esserlo. Quindi se devo scegliere tra la soggettività di chi è in campo e quella di chi è dietro una scrivania, preferisco mille volte quella dell’arbitro. L’errore dell’arbitro lo comprendo, l’errore del Var mi fa incazzare molto di più”. 

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