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Manchester City, maledizione quarti di Champions: domani c’è Haaland

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:57
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Il Manchester City vive la vigilia dei quarti di finale di Champions League. Gli inglesi a Dortmund per sfatare un incredibile tabù: con Guardiola mai in semifinale. Domani Haaland vorrà confermare questa ‘tendenza’.

Pep Guardiola
Pep Guardiola @ Getty Images

Sembra incredibile, se consideriamo il valore dell’allenatore, dei suoi giocatori e la cifra spesa dallo sceicco Mansour per portare a Manchester i migliori giocatori del mondo. Eppure Pep Guardiola con il City non è mai riuscito ad andare oltre i quarti di finale di Champions League. Una statistica clamorosa che domani a Dortmund Pep e i suoi vorranno sfatare, ma il 2-1 dell’andata ottenuto una settimana fa non lascia di certo tranquilli.

Sulla strada dei possibili futuri campioni d’Inghilterra c’è quell’Haaland che piace tanto al City e che è stato già accostato alla sponda celeste di Manchester. Potrebbe essere l’ultima gara del gigante norvegese con i gialloneri, stando almeno alle recenti parole di Guardiola, ma l’ex Salisburgo (bomber del torneo) ce la metterà tutta pur di continuare la sua avventura europea.

Il Manchester quindi non può essere certo tranquillo, sia perché davanti avrà una squadra giovane ma temibile, sia perché la tradizione a questo punto della competizione lo ‘condanna‘.

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Manchester City, i precedenti che fanno tremare

Haaland
Haaland © Getty Images

In principio, cioè al primo anno di Pep al City, fu il Monaco terribile di Jardim, Falcao, Bernardo Silva e Mbappè. I monegaschi eliminarono Guardiola già agli ottavi mettendo in mostra un grande calcio e un Kylian già dominante. L’anno successivo fu il turno del Liverpool (poi finalista) ad essere fatale per Pep e la sua squadra.

La stagione dopo un’altra inglese sulla strada del tecnico spagnolo: il Tottenham di Pochettino, al termine di una doppia sfida leggendaria. Lo scorso anno partita secca contro il Lione che veniva dall’eliminazione della Juventus. Una sfida che sembrava alla portata degli inglesi, che si dovettero però inchinare alla squadra di Rudi Garcia.