Choc nel calcio italiano: per fare lo stadio un club mette un Klimt all’asta

Gli stadi a volte sono considerati opere d’arte, ma l’idea di venderne una per realizzare un nuovo impianto non era mai venuta a nessuno

Vendere un’opera d’arte per acquistare un quadro. E’ il pensiero che ha pervaso la mente di un esponente politico della giunta di una città la cui squadra milita in serie B. La boutade aveva un suo fondo di verità, anche se poi si è rivelata soprattutto una provocazione.

Un Klimt in vendita per il nuovo stadio di Venezia
Un Klimt in vendita per il nuovo stadio di Venezia (Ansa) – News.direttagoal.it

Se in serie A infatti, la situazione economica di molti club è decisamente allarmante, in serie B le cose non vanno meglio. Con introiti bassi, avere uno stadio di proprietà potrebbe aiutare una società a respirare anche in momenti di difficoltà. Va considerato infatti che i diritti tv della cadetteria non hanno un valore così alto.

L’assessore di Venezia e lo stadio: “Senza PNRR vendiamo un’opera di Klimt”

Usare l’arte per fare uno stadio nuovo? La suggestione è stata rappresentata dall’assessore alla Mobilità del Comune di Venezia, Renato Boraso. Questa le sue parole su come finanziare la realizzazione dell’impianto da 16mila posti. “Una soluzione estrema per recuperare le risorse c’è: vendere la Giuditta di Klimt. Nel 2015 quando l’idea venne al nostro sindaco Luigi Brugnaro, l’opera era valutata tra 70 e 90 milioni di euro, oggi varrà sicuramente di più”, ha dichiarato alla Nuova Venezia, spiegando che è proprio la cifra necessaria per il nuovo impianto.

Vendita Klimt per costruire nuovo stadio
Lo stadio Penzo (lapresse) – news.direttagoal.it

Il riferimento di Boraso è alla possibilità che il finanziamento che era stato preventivamente ottenuto con i fondi del Piano Nazionale di Rinascita e Resilienza (PNRR), salti. Bruxelles infatti starebbe valutando se trattenere quei soldi per altri progetti, sempre su indicazione dell’Italia.

La retromarcia di Boraso: “Solo un Pesce d’Aprile”

Le parole dell’assessore di Venezia hanno scatenato immediate reazioni, tanto che il protagonista ha dovuto subito precisare come quello sulla Giuditta di Klimt fosse solo un Pesce d’Aprile “consegnato in ritardo alla Nuova Venezia.  Il Klimt resta a Venezia. Anzi, a dire il vero ora è al Mart di Rovereto, prestato nell’ambito di una stretta collaborazione tra i due musei”. L’assessore ha anche invitato ad andare a visitarlo per chi è in zona.

Boraso però il problema l’ha sollevato perché i fondi del PNRR per lo stadio sarebbero stati pari a circa 93,5 milioni. Il progetto “Bosco dello Sport”, oltre al nuovo stadio, include anche un’area verde. Tutto l’investimento vale 308 milioni di euro, con partnership anche dei privati. Senza però i soldi del PNRR bisognerebbe ricominciare dal via. Oltre a quello per Venezia, l’Ue ha messo in discussione anche lo stanziamento previsto per riqualificare l’Artemio Franchi di Firenze. Insomma, le città d’arte non sembrano avere un buon feeling con Bruxelles, che città d’arte certo non è.

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