L’Inter di Inzaghi tra certezze e intuizioni: Sensi-Eriksen per la svolta tattica

L’Inter di Inzaghi tra certezze e intuizioni: Sensi-Eriksen per la svolta tattica

Simone Inzaghi © Getty Images

Il futuro di Simone Inzaghi si chiama Inter. Il tecnico ha deciso di sposare il progetto nerazzurro per compiere quel salto di qualità necessario per diventare un allenatore d’Elite. Valorizzato nella Lazio, dove ha dimostrato di saper essere un tecnico con prospettive molto interessanti anche nel panorama europeo, la società ha scelto la miglior opzione possibile per tanti motivi: le competenze e le capacità sono ovviamente implicite, ma soprattutto hanno scelto l’uomo giusto per dare continuità al progetto che ha preso forma con Conte. Inzaghi continuerà sulla stessa strada del 3-5-2 ma con principi e concetti differenti soprattutto in fase di possesso, dove si vedrà un’Inter maggiormente propositiva e votata all’attacco con nuove trame di gioco. E in questo senso sarà curioso e stuzzicante vedere all’opera i centrocampisti già presenti nella rosa.

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L’Inter di Inzaghi: Sensi-Eriksen per la svolta tattica

La mediana sembra già avere i suoi titolari: Eriksen alla Luis Alberto, Brozovic alla Leiva e Barella alla Milinkovic. Senza scordare ‘le alternative’ che portano i nomi di Stefano Sensi, Arturo Vidal e Matias Vecino, quest’ultimo decisamente accattivante nelle idee del tecnico perché è un profilo funzionale per il suo gioco. I tempi di inserimento dei piani B sono noti e riconosciuti da tutti, dunque sarà curioso capire come vorrà farli ruotare rispetto ai titolari. Soprattutto dovrà capire come comportarsi con Sensi: alternativa ad Eriksen o a Brozovic? O addirittura titolare al posto del croato – dunque come playmaker – e insieme ad Eriksen piazzato sul centro-sinistra? Attenzione anche alla variante 3-4-1-2, dove proprio Sensi ed Eriksen potrebbero scambiarsi ripetutamente a seconda dell’avversario e dalle situazioni durante le gare. La nuova Inter ripartirà dalle certezze e della novità della mediana, sempre che il mercato non porti via troppi elementi che rischiano di complicare ulteriormente il lavoro del tecnico.

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